Cominciamo dal principio.
“Un uomo e una donna s’incontrano…”

No, non così al principio! Nella mia storia i protagonisti si sono già incontrati da un po’, diciamo da una manciata di anni, quelli sufficienti ad incontrarsi, piacersi, frequentarsi e molto probabilmente, a mettere su casa insieme. Hanno anche già avuto il tempo di scoprire come vivere in due sia piacevole, quanto formino una bella coppia e si sono ritrovati a pensare di vivere insieme per tutta la vita. Un giorno uno dei due dice: “E se ci sposassimo?“.
Ecco, è questo il principio di ogni matrimonio e di tutto quello che gli sta intorno. E’, anche, l’inizio di una lunga serie di domande: chi invitare, dove fare il ricevimento, quale cerimonia scegliere…e le fedi? e i fiori? e le foto? E’ un viaggio metaforico, la cui durata è variabile in funzione del carattere d’ognuno, da un paio d’anni per i pianificatori incalliti – perché “l’importante è organizzarsi per tempo” – , a tre mesi per chi ama “cogliere l’attimo”.
E’, ancora, una scoperta dell’altro, il quale, di fronte ad un’esperienza assolutamente unica, a volte reagisce in modo nuovo ed inaspettato: spose che non vogliono neppure sentir parlare di fiori, futuri mariti emozionati e commossi alla sola idea del grande giorno…
Dopo anni trascorsi a fare da spettatrice a tutto questo, alla domanda che molti non addetti ai lavori mi rivolgono: “Ma ci si sposa ancora?”, posso rispondere “Sì, e con la stessa trepidazione di sempre”.
Appartengo ad una generazione di donne il cui vessillo è stato il rifiuto dei ruoli e di conseguenza, anche del matrimonio. Quegli anni di “rivoluzione”, con tutti i loro inevitabili eccessi, credo abbiano generato una maggior consapevolezza e influito positivamente sulle nostre scelte …e ci siamo sposate pure noi, femministe convinte.
Dopo quattro anni di convivenza, una domenica mattina ho chiesto al mio compagno: “Mi sposi?“. La sua risposta ha tardato qualche minuto ad arrivare e confesso d’averlo convinto con motivazioni di carattere burocratico, tuttavia da lì a pochi mesi abbiamo fatto la nostra festa di nozze ed è stata molto bella ed emozionante. A titolo di cronaca, sono trascorsi venticinque anni e, per nostra fortuna, siamo ancora contenti d’averlo fatto.
Oggi ci si sposa per convinzione e per scelta, non più per obbligo sociale, guidati da uno spirito festoso ed emozionato, con il preciso desiderio di vivere una giornata speciale, insieme alle persone cui si tiene. Così il giorno delle nozze è il risultato di scelte e desideri precisi, assolutamente personali e per molti versi, unici.
In questo risiede il fascino del mio lavoro: scoprire cosa vorranno i prossimi sposi e come fare per realizzarlo. Ogni volta è la partenza per una nuova avventura da vivere al fianco di chi si sposerà, forti della consapevolezza d’essere in grado di materializzare sogni sempre nuovi.