Tutti i colori del Wedding

Ogni anno, più o meno a fine inverno, sento parlare di quali sono i colori di moda per il matrimonio. Ogni anno, dal mio “osservatorio privilegiato”, sorrido a questi tentativi d’imbrigliare i gusti delle future spose. Ho il sospetto che chi lo fa sia mosso più da necessità editoriali che da reale desiderio d’informazione.

Alle spose, quando scelgono i colori per il loro matrimonio, della moda mi pare importi davvero poco. Di più, mi spingo a dire che tutto l’evento esula dalla moda o quanto meno, non la subisce come un diktat. La maggior parte degli sposi vuole essere, giustamente, protagonista nel giorno del  proprio matrimonio e desidera che questo sia il più possibile “unico”. I colori, in particolare, sono una scelta precisa, dettata dalla preferenza personale e solo casualmente, a volte  concomitante con i colori di moda. Affermo questo con sicurezza, perché in questi anni mi è capitato di trovarmi ad usare, nei miei allestimenti, indifferentemente il rosso, il giallo, l’arancione, il bianco, il verde, il blu, il lilla, il bordeaux, il rosa, il violetto, il fuscia, il marrone…

L’uso dei colori in funzione di ciò che altri amano, mi ha portato ad amarli tutti. Non ho un colore prediletto, trovo siano tutti belli perché ognuno esprime una personalità e suggerisce come interpretarla.

Il Piacere di Ricevere - Bologna - Centrotavola di rose rosse

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Wedding Cake, quella vera.

La Wedding Cake: irrinunciabile  coronamento di ogni ricevimento di nozze, deve essere sontuosa sotto ogni aspetto. Bellissime oltre che buonissime, negli ultimi anni sono tornate in voga le torte a piani e quelle cosidette “Americane”  in special modo, a causa del loro aspetto assolutamente stupefacente, perfetto per un gran finale!  Proprio a questo proposito,  mi sembra utile  chiarire qualche dettaglio.

Il Piacere di Ricevere - Bologna - Wedding Cake

In tempi non sospetti, ho scritto e illustrato un paio di libri sulla decorazione dei dolci.  Prima di passare all’esecuzione, mi sono documentata a fondo sull’argomento ed inevitabilmente ho preso in esame la scuola inglese e statunitense. Dico “inevitabilmente” perché in fatto di decorazione dei dolci,  inglesi ed americani sono grandi maestri: fiori  e foglie di zucchero indistiguibili da quelli veri,  preziosi merletti di glassa, torte che riproducono fedelmente qualunque oggetto, dalla scarpa fashion al dragone cinese. La loro pasticceria è forse tradizionalmente meno ricca di quella italiana o francese o  tedesca  ma per la decorazione.. “chapeau”!

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All Around Wedding

Cominciamo dal principio.

“Un uomo e una donna s’incontrano…”

No, non così al principio! Nella mia storia i protagonisti si sono già incontrati da un po’, diciamo da una manciata di anni, quelli sufficienti ad incontrarsi, piacersi, frequentarsi e molto probabilmente, a mettere su casa insieme. Hanno anche già avuto il tempo di scoprire come vivere in due sia piacevole, quanto formino una bella coppia e  si sono ritrovati a pensare di vivere  insieme per tutta la vita. Un giorno uno dei due dice:  “E se ci sposassimo?“.

Ecco, è questo il principio di ogni  matrimonio e di tutto quello che gli sta intorno. E’, anche, l’inizio di una lunga serie di domande: chi invitare, dove fare il ricevimento, quale cerimonia scegliere…e le fedi? e i fiori? e le foto? E’ un  viaggio metaforico, la cui durata è variabile in funzione del carattere d’ognuno, da un paio d’anni per i pianificatori incalliti – perché “l’importante è organizzarsi per tempo” – , a tre mesi per chi ama “cogliere l’attimo”.

E’, ancora, una scoperta dell’altro, il quale, di fronte ad un’esperienza assolutamente unica, a volte reagisce in modo nuovo ed inaspettato: spose che non vogliono neppure sentir parlare di fiori, futuri mariti emozionati e commossi alla sola idea del grande giorno…

Dopo anni trascorsi a fare da spettatrice a tutto questo, alla domanda che molti non addetti ai lavori mi rivolgono: “Ma ci si sposa ancora?”, posso rispondere “, e con la stessa trepidazione di sempre”.

Appartengo ad una generazione di donne il cui vessillo è stato il rifiuto dei ruoli e di conseguenza, anche del matrimonio. Quegli anni di “rivoluzione”, con tutti i loro inevitabili  eccessi, credo abbiano generato una maggior consapevolezza e influito positivamente sulle nostre scelte …e ci siamo sposate pure noi, femministe convinte.

Dopo quattro anni di convivenza, una domenica mattina ho chiesto al mio compagno: “Mi sposi?“. La sua risposta ha tardato qualche minuto ad arrivare e confesso d’averlo convinto con motivazioni di carattere burocratico, tuttavia da lì a pochi mesi abbiamo fatto la nostra festa di nozze ed è stata molto bella ed emozionante. A titolo di cronaca, sono trascorsi venticinque anni e, per nostra fortuna, siamo ancora contenti d’averlo fatto.

Oggi ci si sposa per convinzione e per scelta, non più per obbligo sociale, guidati da uno spirito festoso ed emozionato, con il preciso desiderio di vivere una giornata speciale, insieme alle persone cui si tiene.  Così il giorno delle nozze è il risultato di scelte e desideri precisi, assolutamente personali e per molti versi, unici.

In questo risiede il fascino del  mio lavoro:  scoprire cosa vorranno i prossimi sposi e come fare per realizzarlo.  Ogni volta è la partenza per una nuova avventura da vivere al fianco di chi si sposerà, forti della consapevolezza d’essere in grado di materializzare sogni sempre nuovi.