Tutti i colori del Wedding

mag 22 2010

Ogni anno, più o meno a fine inverno,  sento parlare di quali sono i colori di moda per il matrimonio.  Ogni anno, dal mio “osservatorio  privilegiato”,  sorrido a questi tentativi d’ imbrigliare i gusti delle future spose. Ho il sospetto che chi lo fa sia mosso più da necessità editoriali che da reale desiderio d’informazione. Alle spose, quando scelgono i colori per il loro matrimonio, della moda mi pare importi davvero poco.  Di più, mi spingo a dire che tutto l’evento  esula dalla moda o quanto meno, non la subisce come un diktat. La maggior parte degli sposi vuole essere, giustamente, protagonista nel giorno del  proprio matrimonio e desidera che questo sia il più possibile “unico”. I colori, in particolare, sono una scelta precisa, dettata dalla preferenza personale e solo casualmente, a volte  concomitante con i colori di moda.  Affermo questo con sicurezza, perché in questi anni mi è capitato di trovarmi ad usare, nei miei allestimenti, indifferentemente il rosso, il giallo, l’arancione, il bianco, il verde, il blu, il lilla, il bordeaux, il rosa, il violetto, il fuscia, il marrone…

L’uso dei colori in funzione di ciò che altri amano, mi ha portato ad amarli tutti. Non ho un colore prediletto, trovo siano tutti belli perché ognuno esprime una personalità e suggerisce come interpretarla.

Il rosso è il colore dell’energia, della spinta in avanti e, a seconda delle tonalità, della passione, della sensualità ma anche del lusso ostentato, dell’opulenza. E’ il colore maschile per definizione poiché simboleggia la determinazione.

Il giallo è il colore della leggerezza, il suo  simbolo è un uccello in volo. Trasmette freschezza, movimento, disponibilità, calore, solarità, è il colore antidepressivo per eccellenza. Favorisce la comunicazione tra persone, è legato all’aspetto giocoso del vivere.  Favorisce la convivialità e l’aggregazione.

Il verde simboleggia stabilità, solidità, forza, resistenza ma è anche il colore acerbo per antonomasia e quindi è legato alla giovinezza. E’ associato all’immortalità, come pure ai valori del passato, alla tradizione, alla pulizia, alla salute; comunica energia latente, tranquillità, benessere ed equilibrio.  Il verde è perfetto per creare un clima rilassato.

Il viola integra gli opposti (rosso e blu) ed  in natura esiste nei momenti di passaggio, all’alba e al tramonto. Simboleggia la metamorfosi, la magia, il confine tra visibile e invisibile, il misticismo. Comunica seduzione (in tutti i sensi) e fascino.

Il blu è il colore femminile per eccellenza. Simboleggia la profondità, tutto ciò che è lontano, la spiritualità; favorisce l’introspezione. E’ legato al mondo dei sentimenti e delle emozioni. Comunica dolcezza, intimità, tranquillità, protezione. In  comunicazione è legato ai sentimenti (ricordate i famosi Baci…?)

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Wedding Cake, quella vera.

mag 14 2010

La Wedding Cake:  irrinunciabile  coronamento  di ogni ricevimento di nozze, deve essere sontuosa sotto ogni aspetto. Bellissime oltre che buonissime, negli ultimi anni sono tornate in voga le torte a piani e quelle cosidette “Americane”  in special modo, a causa del loro aspetto assolutamente stupefacente, perfetto per un gran finale!  Proprio a questo proposito,  mi sembra utile  chiarire qualche dettaglio.

In tempi non sospetti, ho scritto e illustrato  un paio di libri sulla decorazione dei dolci.  Prima di passare all’esecuzione, mi sono documentata a fondo sull’argomento  ed inevitabilmente ho preso in esame la scuola inglese e statunitense.  Dico “inevitabilmente” perché in fatto di decorazione dei dolci,  inglesi ed americani sono grandi maestri: fiori  e foglie di zucchero indistiguibili da quelli veri,  preziosi merletti di glassa,  torte che riproducono fedelmente qualunque oggetto, dalla scarpa fashion al dragone cinese. La loro pasticceria è forse tradizionalmente meno ricca di quella italiana o francese o  tedesca  ma per la decorazione.. “chapeau”!

Dopo aver appreso alcune tecniche ed essermene inventate altre, nella fase di preparazione del primo libro ho dovuto risolvere  il problema delle basi per le mie torte.  Il pan di Spagna o la pasta genovese non avrebbero retto il peso della pasta di zucchero e  non sarebbero arrivate intatte in sala posa per le foto  a due o tre mesi di distanza.  Ho quindi dovuto far preparare delle basi  di polistirolo.  Ed ecco il punto:  il polistirolo!

Molte spose rimangono alquanto stupite sentendo che la loro Wedding Cake all’ americana di tre-quattro piani, bellissima e super scenografica, sarà, al 90% di polistirolo e solo l’ultimo piano, quello per il taglio, sarà torta “vera”.  Il problema dei nostri pasticcieri è simile al mio: gli ottimi dolci italiani,  soffici, leggeri e cremosi, non reggerebbero al peso dei piani sovrapposti. Un altro problema tecnico è la massa di zucchero,  quella bella finitura bianca o colorata  che ricopre completamente il dolce: il suo peso provocherebbe sgradevoli effetti onda sulla superficie di una torta soffice.  Infine, una torta che misuri, come di norma,  novanta centimetri alla base per sessanta/settanta centimetri d’altezza, se fosse tutta commestibile  sarebbe sufficiente per un regimento!

Americani ed Inglesi, invece,  non devono ricorrere allo stratagemma del polistirolo e la ragione di questa agevolazione sta nella ricetta della  Rich Fruit Cake, usata generalmente nelle grandi occasioni, nozze comprese.  Di seguito ve ne riporto sinteticamente la ricetta.

Rich Fruit Cake

Ingredienti per una torta di 33 cm di diametro:

1.800 gr di uva passa e uva sultanina, 225 g di ciliege candite, 225 g di madorle tritate, 200 g di scorze di frutta mista candite, scorza di 3 limoni grattugiata, 5 cucchiai di brandy, 625 g di farina, spezie miste per dolci 1 cucchiaio, 2 cucchiai di noce moscata, 150 g di farina di mandorle, 500 gr di burro, 500 gr di zucchero di canna, 10 uova intere, sciroppo di melassa 3 cucchiai.

S’impastano gli ingredienti e si cuoce la torta a 140°C per circa cinque ore e mezzo. Si lascia quindi riposare il dolce per circa 3 settimane, avvolto in carta oleata, in un contenitore ermetico.  Il giorno prima delle nozze, si riveste  completamente il dolce con una sfoglia  di pasta di mandorle, per ottenere una superficie perfettamente liscia.  Si ricopre poi il tutto con la massa di zucchero (o sugar paste pronta) e si decora a piacere.

E’ facile intuire come un dolce di questo tipo non corra grandi rischi di schiacciamento. Sicuramente è un ottimo dolce, ma credo che nessun pasticciere italiano lo proporrebbe  per un ricevimento di nozze.

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All Around Wedding

mag 11 2010


Cominciamo dal principio.

“Un uomo e una donna s’incontrano…”

No, non così al principio! Nella mia storia i protagonisti si sono già incontrati da un po’,  diciamo da una manciata di anni, quelli sufficienti ad incontrarsi, piacersi, frequentarsi e molto probabilmente, a mettere su casa insieme.  Hanno anche già avuto il tempo di scoprire come vivere in due  sia piacevole, quanto formino una bella coppia e  si sono ritrovati a pensare di vivere  insieme per tutta la vita.  Un giorno uno dei due dice:  “E se ci sposassimo?”.  Ecco, è questo il principio di ogni  matrimonio e di tutto quello che gli sta intorno.  E’, anche, l’inizio di una lunga serie di domande: chi invitare, dove fare il ricevimento, quale cerimonia scegliere, …e le fedi? e i fiori? e le foto? E’ un  viaggio metaforico, la cui durata è variabile in funzione del carattere d’ognuno, da un paio d’anni per i pianificatori incalliti – perché “l’importante è organizzarsi per tempo” – , a tre mesi per chi ama “cogliere l’attimo” .  E’, ancora, una scoperta dell’altro, il quale, di fronte ad un’esperienza assolutamente unica,  a volte reagisce in modo nuovo ed inaspettato : spose che non vogliono neppure sentir parlare di fiori, futuri mariti emozionati e commossi alla sola idea del grande giorno…

Dopo anni trascorsi a fare da spettatrice a tutto questo, alla domanda che molti non addetti ai lavori mi rivolgono:  “Ma ci si sposa ancora?”, posso rispondere “Sì, e con la stessa trepidazione di sempre”.

Appartengo ad una generazione di donne il cui vessillo è stato il rifiuto dei ruoli e di conseguenza, anche del matrimonio. Quegli anni di “rivoluzione”, con tutti i loro inevitabili  eccessi, credo abbiano generato una maggior consapevolezza e influito positivamente sulle nostre scelte …e ci siamo sposate pure noi, femministe convinte.

Dopo quattro anni di convivenza, una domenica mattina ho chiesto al mio compagno:  “Mi sposi?”. La sua risposta ha tardato qualche minuto ad arrivare e confesso d’averlo convinto con motivazioni di carattere burocratico, tuttavia da lì a pochi mesi abbiamo fatto la nostra festa di nozze ed è stata molto bella ed emozionante. A titolo di cronaca, sono trascorsi venticinque anni e, per nostra fortuna, siamo ancora contenti d’averlo fatto.

Oggi ci si sposa per convinzione e per scelta, non più per obbligo sociale,   guidati da uno spirito festoso ed emozionato, con il preciso desiderio di vivere una giornata speciale, insieme alle persone cui si tiene.  Così il giorno delle nozze  è il risultato di scelte e desideri precisi, assolutamente personali e per molti versi, unici.  In questo risiede il fascino del  mio lavoro:  scoprire cosa vorranno i prossimi sposi  e come fare per realizzarlo.  Ogni volta è la partenza per una nuova avventura da vivere al fianco di chi si sposerà, forti della consapevolezza d’essere in grado di materializzare sogni sempre nuovi.


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